Firenze, 1826 – 1890
"Com'ero buffo, quand'ero un burattino! e come ora son contento di esser diventato un ragazzino perbene!"
Giornalista e patriota
Carlo Lorenzini nacque a Firenze il 24 novembre 1826. Scrittore, giornalista e patriota, partecipò alle guerre d'indipendenza italiane.
Lavorò a lungo come giornalista e funzionario pubblico, adottando nel 1856 lo pseudonimo "Collodi", in onore del paese natale della madre, a cui era molto legato.
La nascita del capolavoro
Il suo celebre capolavoro, Le avventure di Pinocchio, iniziò a essere pubblicato a puntate il 7 luglio 1881 sul Giornale per i bambini. Il racconto ottenne un successo straordinario, costringendo l'autore a proseguire la storia fino al celebre finale.
Il romanzo fu pubblicato in volume nel 1883. Dietro l'apparente levità della fiaba, Collodi dipinse un affresco pungente della società rurale italiana post-unitaria, intriso di morale severa e umorismo amaro.
Oltre il burattino
Oltre a Pinocchio, Collodi scrisse libri scolastici innovativi come Giannettino e Minuzzolo, che trasformarono la pedagogia italiana dell'epoca.
Morì improvvisamente a Firenze il 26 ottobre 1890. Non visse abbastanza per vedere il trionfo mondiale della sua creatura di legno, che oggi vanta traduzioni in centinaia di lingue ed è patrimonio indiscusso della letteratura universale.
Firenze, 1863 – 1939
"Elegante e limpido nel segno, restituisce un’immagine di Pinocchio reale e autentica, coniugando realismo e mondo fantastico con ironia e una satira dolente e rassegnata."
Un talento autodidatta
Nato a Firenze il 5 maggio 1863, Carlo Chiostri frequentò inizialmente una scuola tecnica, iniziando a disegnare da autodidatta. Solo all’età di vent’anni, mosso da una profonda passione, riuscì ad iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò fino al 1887.
Nonostante un mercato editoriale in cui il mestiere dell’illustratore era spesso sottostimato e malpagato, Chiostri non disdegnò mai alcuna collaborazione. Dalle novelle di Capuana al celebre Ciondolino di Vamba, fino agli incontri con Emilio Salgari per il quale illustrò le copertine de La stella dell’Araucania e Le meraviglie del Duemila, la sua china ha dato vita a più di 200 volumi.
L'edizione capolavoro di Pinocchio (1901)
L'opera che più di tutte lo consacrò all'immortalità letteraria fu la celebre edizione di Le avventure di Pinocchio del 1901, pubblicata dall'editore Bemporad. Chiostri sostituì il tratto caricaturale del primo illustratore (Mazzanti) con una visione totalmente nuova.
I suoi disegni, eseguiti magistralmente a penna e acquerello per poi essere trasposti in incisioni su legno, calano il burattino in una Toscana rurale verace, cruda, abitata da figure grottesche ma incredibilmente reali. Il suo tratto inconfondibile, fatto di fitti tratteggi incrociati, atmosfere notturne e ombre profonde, conferisce al racconto di Collodi quella sua anima dolceamara, sospesa tra la fiaba e la miseria contadina dell'Ottocento.
L'eredità
Chiostri fu un lavoratore instancabile (illustrò perfino manuali di cucina e di corrispondenza per Salani), ma visse sempre ai margini della ricchezza. Si spense a Firenze nel 1939, povero e nell'anonimato.
Oggi, in occasione del Bicentenario della nascita di Carlo Collodi, le sue illustrazioni a tratteggio rimangono la vetta ineguagliata dell'immaginario visivo legato a Pinocchio. Questo progetto digitale esplora il confine tra i suoi inchiostri centenari e la scomposizione della materia reinterpretata dall'intelligenza artificiale, in un tributo materico a un maestro dimenticato.